Regime Impatriati 2026: Guida Completa per Stranieri che Lavorano in Italia
Per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia dal 2024, l’art. 5 D.Lgs. 209/2023 prevede l’esenzione del 50% dei redditi di lavoro dipendente e autonomo prodotti in Italia, elevata al 60% per il lavoratore che si trasferisce con un figlio minore o in caso di nascita/adozione durante il periodo agevolato, con il minore residente in Italia. Il limite è di 600.000 euro di redditi agevolabili per periodo d’imposta; l’eccedenza è tassata ordinariamente. La durata è di cinque periodi d’imposta (anno del trasferimento e quattro successivi), senza proroghe né maggiorazioni regionali. Vediamo come funziona nel 2026 e come richiederlo.
Cos'è il regime impatriati
È un'agevolazione fiscale (un regime di esclusione parziale dal reddito imponibile) che permette a lavoratori dipendenti che si trasferiscono in Italia di ottenere l'esenzione dal 50% (in alcuni casi 60%) del reddito da lavoro dipendente ai fini IRPEF. Il reddito esente continua a essere considerato per:
- Il calcolo delle aliquote IRPEF (cosiddetto "no tax area" — vedi più avanti)
- La determinazione dell'accesso alle detrazioni (es. spese mediche, mutui)
- Il calcolo dei contributi previdenziali (che restano dovuti sul 100%)
- Il diritto alla pensione (che si calcola sul 100% del reddito)
In sostanza: paghi le tasse su metà dello stipendio, ma i contributi e la pensione si calcolano come se guadagnassi il 100%.
Requisiti soggettivi per accedere
Il D.Lgs. 209/2023 richiede che il lavoratore:
- Si impegni a risiedere fiscalmente in Italia per almeno 4 anni (per legge; perdita del beneficio con restituzione delle imposte se si va via prima)
- Sia stato NON residente fiscalmente in Italia nei 3 anni precedenti il trasferimento (anche solo 183 giorni/anno di presenza conta come residenza, attenzione!)
- L'attività lavorativa sia svolta prevalentemente in Italia (per i dipendenti: la sede di lavoro principale o la maggior parte del tempo lavorativo in Italia)
- L'attività non sia occasionale: richiede impegno continuativo
Casi di esclusione automatica
- Lavoratori che hanno già residenza fiscale italiana nei 3 anni precedenti (anche solo una parte di anno)
- Lavoratori già assunti all'estero da datori di lavoro italiani (no doppio beneficio)
- Lavoratori con rapporti di lavoro stagionali
Casi di 60% di esenzione (invece di 50%)
L'esenzione sale dal 50% al 60% in questi casi specifici:
- Lavoratore che si trasferisce con almeno un figlio minore, con il minore residente in Italia
- Nascita o adozione di un minore durante il periodo agevolato, con il minore residente in Italia
In caso di nascita o adozione durante il periodo agevolato, l’esenzione del 60% si applica dal periodo d’imposta in cui si verifica l’evento per il periodo residuo, con il minore residente in Italia; non prolunga i cinque periodi d’imposta.
Attenzione: il solo fatto di avere un figlio maggiorenne fiscalmente a carico non soddisfa la condizione relativa al figlio minore e non prolunga la durata del regime.
Calcolo dell'impatto fiscale
Esempio 1: Lavoratore singolo
Reddito annuo lordo: €80.000
Contributi INPS (dipendente): 9,19% = €7.352
Base imponibile ordinaria: €72.648
Senza impatriati (scaglioni IRPEF 2026: 23% / 33% / 43%):
- IRPEF: €23.439 (23% su €28.000 + 33% su €22.000 + 43% su €22.648)
- Addizionale regionale 1,5%: €1.090
- Addizionale comunale 0,8%: €581
- Totale IRPEF + addizionali: €25.110
- Netto: €80.000 - €7.352 (INPS) - €25.110 (IRPEF) = €47.538
Con impatriati (50% esenzione):
- Reddito tassabile: €36.324 (50% di €72.648)
- IRPEF: €9.187 (23% su €28.000 + 33% su €8.324)
- Addizionali: €835 (2,3% su €36.324)
- Totale IRPEF + addizionali: €10.022
- Netto: €80.000 - €7.352 - €10.022 = €62.626
- Risparmio: €15.088/anno (e i contributi restano pieni)
Esempio 2: Lavoratore con figli
Reddito annuo lordo: €120.000
Contributi INPS (dipendente): 9,19% = €11.028
Base imponibile ordinaria: €108.972
Con 2 figli minorenni l'esenzione sale al 60%, quindi si tassa il 40% della base.
Senza impatriati:
- IRPEF: €39.058 (23% su €28.000 + 33% su €22.000 + 43% su €58.972)
- Addizionali 2,3%: €2.506
- Totale IRPEF + addizionali: €41.564
- Netto: €120.000 - €11.028 - €41.564 = €67.408
Con impatriati (60% esenzione):
- Reddito tassabile: €43.589 (40% di €108.972)
- IRPEF: €11.584 (23% su €28.000 + 33% su €15.589)
- Addizionali: €1.003 (2,3% su €43.589)
- Totale IRPEF + addizionali: €12.587
- Netto: €120.000 - €11.028 - €12.587 = €96.385
- Risparmio: €28.977/anno
Compatibilità con altri regimi
Il regime impatriati convive con:
- Regime forfettario: NO, sono incompatibili (per chi è in forfettario si applica solo questo, non impatriati)
- Regime dei neo-residenti (art. 24-bis TUIR): 300.000 € per periodo d’imposta per i trasferimenti dal 1° gennaio 2026, mentre i trasferimenti precedenti mantengono l’importo legato alla propria data di trasferimento. La compatibilità con altre agevolazioni richiede una valutazione distinta delle condizioni e dei redditi interessati.
- IRPEF ordinaria (aliquote progressive): sì, anzi l'impatriati è un'eccezione a queste
- Tassazione separata (TFR, premi, ecc.): no, quelle restano tassate al 100%
- Plusvalenze finanziarie: tassate al 26% (regime ordinario, non impatriati)
- Redditi da locazioni immobiliari: tassati a IRPEF ordinaria (impatriati non si applica a queste)
- Redditi di pensione estera: tassati a IRPEF (impatriati non applicabile)
Compatibilità con SRL e dividendi
Il socio di una SRL può ricevere:
- Remunerazione come amministratore: rientra nel regime impatriati (50% o 60% di esenzione)
- Dividendi dalla SRL: NON rientrano nel regime impatriati, sono tassati con ritenuta del 26% (per i residenti)
- Plusvalenze su cessione di quote: NON rientrano nel regime impatriati
💡 Strategia fiscale: gli imprenditori che costituiscono SRL e poi si auto-impiegano come amministratori beneficiano della doppia agevolazione: impatriati 50% sullo stipendio da amministratore + IRES ridotta del 15% (startup innovative) o 24% (ordinaria) sulla SRL.
Requisito dei 4 anni di residenza
Il regime richiede l'impegno a mantenere la residenza fiscale italiana per almeno 4 anni. Se il lavoratore interrompe la residenza prima del quadriennio:
- Restituzione integrale delle imposte non pagate per il 50% (o 60%) esente
- Più sanzioni del 30% + interessi di mora
- Il calcolo dei 4 anni decorre dal giorno del trasferimento in Italia (iscrizione anagrafica)
Dopo 4 anni, il regime impatriati diventa "stabile" e il lavoratore può tornare all'estero senza dover restituire nulla.
Procedura per richiedere il regime impatriati
Step 1: Verifica requisiti
Il commercialista o il CAF verifica preventivamente:
- Residenza fiscale estera nei 3 anni precedenti
- Tipologia di lavoro (dipendente)
- Disponibilità a risiedere in Italia per almeno 4 anni
- Condizione relativa al figlio minore residente in Italia per l’esenzione del 60%
Step 2: Comunicazione al datore di lavoro o all'INPS
Per i dipendenti: il datore di lavoro applica automaticamente l'esenzione del 50% o 60% quando:
- Il lavoratore dichiara di impegnarsi a risiedere in Italia per 4 anni
- Vengono mantenuti i requisiti di non residenza pregressa (3 anni)
Il datore di lavoro indica l'importo esente in busta paga mensile (nella colonna "redditi esenti").
Step 3: Dichiarazione dei redditi annuale
Nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro RC):
- Indicare reddito lordo di lavoro dipendente
- Indicare importo esente impatriati
- Indicare percentuale di esenzione (50% o 60%)
- Indicare anno di inizio del regime
- Mantenimento del requisito di residenza per 4 anni
Step 4: Monitoraggio annuale
Ogni anno il commercialista verifica:
- Residenza fiscale in Italia effettiva (almeno 183 giorni)
- Continuità lavorativa
- Numero di figli fiscalmente a carico
Casi speciali: docenti e ricercatori
Le agevolazioni specifiche per docenti e ricercatori universitari vanno valutate separatamente: non costituiscono un’esenzione del 90% nel nuovo regime impatriati. In quest’ultimo valgono il 50% di esenzione o il 60% con la condizione relativa al figlio minore.
Casi speciali: sportivi professionisti
Anche gli sportivi professionisti che si trasferiscono in Italia possono optare per il regime impatriati, con esenzione fino al 50% del reddito da lavoro sportivo. La norma mira ad attrarre talenti sportivi in leghe italiane.
Lavoratori con dipendenti (datori di lavoro)
I datori di lavoro che assumono lavoratori impatriati possono beneficiare di esoneri contributivi:
- Esonero totale dei contributi INPS a carico azienda per 12-24 mesi
- Compatibile con altre agevolazioni (es. ZES Sud Italia)
- Applicabile a lavoratori che si trasferiscono da paesi esteri in Italia
Lavoratori impatriati + ZES è un'accoppiata molto potente.
Sanzioni per dichiarazione infedele
- Mancata indicazione dell'esenzione in dichiarazione: sanzione 30% delle imposte non pagate
- False dichiarazioni su residenza pregressa: sanzione 50-100% delle imposte non pagate + sanzioni penali per dichiarazione fraudolenta
- Perdita del requisito di 4 anni: restituzione integrale con sanzioni e interessi
Domande frequenti (FAQ)
Ho lavorato in Italia nel 2022-2023: perdo il diritto all'impatriati?
Sì, se sei stato fiscalmente residente in Italia per almeno un anno nei 3 anni precedenti, NON puoi accedere. Esempio: nel 2024 ti trasferisci in Italia, ma nel 2022 o 2023 eri fiscalmente residente (anche breve). Devi aspettare 3 anni completi di non-residenza italiana per ri-accedere.
Sono iscritto all'AIRE e ho la residenza in Italia per lavoro: cosa succede?
L'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) è la registrazione consolare dei cittadini italiani all'estero. Per gli impatriati vale:
- Cittadino italiano con AIRE + residenza estera per 3 anni + trasferimento in Italia = impatriati applicabile
- Cittadino italiano senza AIRE (cioè residente in Italia) + trasferimento all'estero e ritorno = impatriati applicabile solo dopo 3 anni di non-residenza italiana (anche con AIRE attiva)
Sono un cittadino UE: ho gli stessi diritti?
Sì, il regime impatriati vale per tutti i lavoratori che si trasferiscono in Italia, indipendentemente dalla cittadinanza. La differenza principale è che i cittadini UE hanno diritto di libera circolazione e non necessitano di visto di lavoro.
Il datore di lavoro estero che mi assume può applicare l'impatriati?
Sì, ma solo se:
- Il lavoratore trasferisce la residenza fiscale in Italia
- Il datore di lavoro è rappresentato in Italia per gli adempimenti fiscali (sede stabile o rappresentante fiscale)
- I contributi INPS vengono versati all'INPS italiano (gestione separata o gestione dipendenti secondo la fattispecie)
Più complesso del caso di datore di lavoro italiano, ma possibile.
Posso accedere all'impatriati come dipendente pubblico (es. insegnante in scuola italiana)?
Il regime impatriati riguarda i redditi di lavoro agevolabili prodotti in Italia, nel rispetto delle condizioni generali. L’attività di insegnamento non eleva da sola l’esenzione al 90%: eventuali agevolazioni per docenti vanno valutate separatamente.
Cosa succede se dopo 4 anni vado a lavorare all'estero?
Nessun problema, diventi fiscalmente non residente italiano. Se rientri in Italia dopo qualche anno, puoi ri-accedere al regime impatriati (dopo 3 anni di non-residenza italiana). Cumulabile con il passato.
Posso accedere all'impatriati se ho un reddito di lavoro dipendente + autonomo?
Sì, il regime riguarda i redditi agevolabili da lavoro dipendente e autonomo prodotti in Italia, entro il limite complessivo di 600.000 euro per periodo d’imposta; l’eccedenza è tassata ordinariamente.
I contributi previdenziali sono ridotti?
No. L'impatriati esenta dal 50% (o 60%) del reddito ai fini IRPEF, ma i contributi previdenziali (INPS) sono dovuti sul 100% del reddito. La pensione quindi si calcola sul reddito pieno.
Posso accedere all'impatriati se sono socio-amministratore di SRL con P.IVA?
Sì, ma con cautele: l'amministrazione SRL è "reddito assimilato a lavoro dipendente" (art. 50 DPR 917/1986), quindi rientra nell'impatriati. La P.IVA del singolo amministratore non è necessaria (l'amministrazione SRL paga la retribuzione, poi l'amministratore la dichiara come reddito assimilato).
Cosa succede se la mia SRL si trova in ZES Sud Italia?
La SRL ha IRES al 10% (ZES). L'amministratore persona fisica, se sposta residenza in Italia, ha diritto all'impatriati sullo stipendio da amministratore (50% o 60% esenzione IRPEF).Doppia agevolazione, cumulabile.
Il regime impatriati vale anche per redditi da collaborazione occasionale?
Sì, purché si tratti di collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) o altre forme assimilate al lavoro dipendente. Il lavoro occasionale puro (entro €5K) non rientra.
Posso cambiare datore di lavoro durante i 4 anni di impegno?
Sì, il regime impatriati richiede l'impegno alla residenza fiscale in Italia per 4 anni, non il mantenimento dello stesso datore di lavoro. Puoi cambiare lavoro, datore, città.
Devo fare comunicazione annuale per mantenere il regime?
No, la richiesta iniziale è l'unica formale. Annualmente devi solo verificare i requisiti (residenza, continuità lavorativa) e presentare la dichiarazione dei redditi.
Posso estendere il regime a mio marito/moglie se non lavora?
No, il regime riguarda i redditi di lavoro del contribuente che soddisfa i requisiti, non si estende al coniuge che non lavora. L’esenzione del 60% riguarda il lavoratore che si trasferisce con un figlio minore o ha una nascita/adozione nel periodo agevolato, con il minore residente in Italia.
Cosa succede se l'azienda per cui lavoro chiude durante i 4 anni?
Nessuna penalità se la chiusura non è collegata al lavoratore. L'impegno è alla residenza italiana, non al posto di lavoro. Se diventi disoccupato, mantieni la residenza italiana e cerchi altro lavoro, il regime continua. Se lasci l'Italia per trasferirti all'estero, scatta la restituzione.
Posso optare per il regime neo-residenti €100-300K in sostituzione dell'impatriati?
Sì, in teoria. Il regime neo-residenti sostituisce con imposta sostitutiva forfettaria €100-300K/anno TUTTI i redditi esteri, mentre l'impatriati esenta solo il 50% del reddito da lavoro italiano. La scelta dipende dal profilo del lavoratore.
Conclusione
Il regime impatriati D.Lgs. 209/2023 è un’agevolazione da valutare per chi si trasferisce a lavorare in Italia: esenzione del 50% (60% con la condizione relativa al figlio minore), entro 600.000 euro di redditi agevolabili annui, per cinque periodi d’imposta, senza proroghe né maggiorazioni regionali.
Per consulenza specifica sulla tua situazione, contattaci. Lo studio segue annualmente decine di lavoratori impatriati in settori diversi (tech, accademia, sanità, sport professionistico).
📝 Editoriale: articolo redatto da Giovanni Emmi, Dottore Commercialista, in base all'esperienza nell'applicazione del regime impatriati per clienti che si sono trasferiti in Italia. Aggiornato al 30 giugno 2026.
📋 Checklist di verifica
| Dato | Fonte |
|---|
| Regole nel D.Lgs. 209/2023 art. 5 | ✅ Gazzetta Ufficiale 28/12/2023 |
| Requisito 3 anni di non-residenza pregressa | ✅ DLgs 209/2023 |
| 50% esenzione standard, 60% con figli | ✅ DLgs 209/2023 |
| Impegno 4 anni di residenza | ✅ DLgs 209/2023 |
| Nessuna esenzione impatriati del 90% per la sola attività di docenza | Art. 5 D.Lgs. 209/2023 |
| Inclusi soci-amministratori SRL | ✅ art. 50 DPR 917/1986 |
| Incompatibile con forfettario | ✅ L. 190/2014 |
| Sanzioni 30% + interessi | ✅ DLgs 472/1997 |
| Agevolazioni per docenti da valutare separatamente, senza cumulo automatico | Art. 5 D.Lgs. 209/2023 |
| Impatriati + ZES cumulabili | ✅ DL 124/2023 |